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  •  VOLONTARIATO
     12/01/2012
    Foggia, don Antonio Silvestri: il sacerdote degli ultimi legato alla comunità albanese
    Il Comitato per la Beatificazione del sacerdote foggiano presenta una serie di iniziative in occasione della ricorrenza della sua nascita
    Foggia, don Antonio Silvestri: il sacerdote degli ultimi legato alla comunità albanese

    di Emiliano Moccia

    Che cosa hanno in comune la comunità cattolica albanese e don Antonio Silvestri, il sacerdote che nei primi dell’800 si attivò in favore degli emarginati, dei poveri e delle donne in difficoltà della città di Foggia? La devozione verso la Madonna del Buon Consiglio. L’immagine della Vergine col Bambino che le abbraccia il collo, è infatti Protettrice e Patrona dell’Albania; ma è stata anche l’icona affissa sulle pareti della chiesa di Sant’Eligio alla quale don Antonio Silvestri si rivolgeva per pregare, per chiedere un’intercessione nei momenti difficili e verso la quale nutriva una fortissima devozione. Per questo, la Confraternita di Sant’Eligio ed il Comitato per la Beatificazione “del servo di Dio, vogliono approfondire il legame, almeno per quanto riguarda la sfera spirituale, che intercorre tra don Antonio Silvestri e la comunità albanese” spiega Roberto Papa.

    E lo farà a partire da domenica 15 gennaio con l’inizio di un triduo di preghiera in occasione della ricorrenza della nascita del sacerdote foggiano avvenuta il 17 gennaio 1773. Ma quello di gennaio è solo il primo dei mesi che fino a maggio segneranno una serie di eventi, appuntamenti, iniziative finalizzate a “far conoscere la figura di don Antonio Silvestri, anche al fine – dice don Fausto Parisi, direttore spirituale del Comitato − di promuovere il processo di canonizzazione che nel corso degli anni, per via della morte dei vari postulanti, è sempre stato interrotto”. Del resto, don Antonio Silvestri ha vissuto a cavallo tra il settecento e l’ottocento. Un periodo che, tecnicamente parlando, viene definito “processo storico, una causa difficile da portare avanti perché nel frattempo si sono state l’Unità d’Italia, la prima e la seconda guerra mondiale. Inoltre, − aggiunge don Faustoper i tecnici della Curia romana è una causa difficile perché don Antonio Silvestri ha scritto poco, non si trova il corpo e manca un archivio storico”.

    Anche per questo, il Comitato spinge affinché venga tenuta alta l’attenzione sul sacerdote dalla parte degli ultimi per il quale, nel corso di quasi due secoli, non è mai venuto meno un sentimento di profonda devozione da parte dei cittadini. “La devozione mostrata dalla gente – prosegue don Fausto potrebbe sollecitare la scoperta di altri elementi indispensabili per avviare il processo di canonizzazione. Quello che vogliamo adesso, dunque, ricostruire la vicenda storia di questo nostro santo concittadino ed esca fuori altro materiale che faccia luce sulla sua vita in favore dei più bisognosi”.

    Ma non solo. Perché la Confraternita ed il Comitato hanno inserito nel programma di eventi che si susseguiranno fino al mese di maggio anche dei momenti interetnici che dovrebbero concludersi con una Festa dell’Accoglienza, preservando un’attenzione particolare alla comunità albanese e ai migranti che vivono a Foggia. Di qui, la necessità di sensibilizzare, in collaborazione con l’associazione dei Fratelli della Stazione e del giornale FogliodiVia, il territorio di Borgo Croci e quello cittadino alle tematiche dell’immigrazione, dell’intercultura, visto che proprio nell’ex−carcere femminile di Sant’Eligio sono iniziati i lavori di ristrutturazione che in 36 mesi consegneranno il Centro di Accoglienza per persone senza fissa dimora. Uno spazio che garantirà 24 posti letto ad italiani e migranti che vivono ai margini della società. Proprio come le persone che don Antonio Silvestri aveva a cuore e di cui si prendeva cura. Un sacerdote al servizio degli ultimi e degli emarginati. Ed a sentire i confratelli di Sant’Eligio ed i rappresentanti della comunità albanese il legame con la Madonna del Buon Consiglio è molto più che una leggenda.

    La Madonna del Buon Consiglio è la Protettrice dell’Albania e della città di Scutari – conferma Ana Shahini, mediatrice culturale albanese − . A riguardo, durante il periodo comunista la chiesa intitolata alla Madonna venne distrutto e solo di recente è stato ricostruito il Santuario a lei dedicata. A Scutari, inoltre, gli abitanti hanno una grande devozione verso la Madonna del Buon Consiglio perché in occasione di un violento terremoto i paesi limitrofi alla città furono rasi al suolo, mentre Scutari non subì danni. E secondo i devoti – aggiunge Shahini – fu grazie alla protezione della Madonna”.

    “Don Antonio Silvestri, il sacerdote che ci auguriamo venga presto riconosciuto Beato, − dice Papa è stato un grande devoto della Madonna del Buon Consiglio il cui quadro è tuttora presente nella chiesa di Sant’Eligio. Per questo siamo convinti che ci sia un legame, almeno per quanto riguarda la sfera spirituale, con la comunità albanese cattolica. La sua profonda fede e l’aiuto che ha dato alla povera gente di Foggia meritano di essere divulgati e promossi”. Anche per questo il calendario degli incontri, che si svolgeanno tutti nella chiesa di Sant’Eligio, si articolerà in tre momenti: preghiera, riconoscenza e letizia.

    Questo il programma del mese di gennaio

    Domenica 15 gennaio
    ore 10
    Santa Messa officiata da Don Fausto Parisi
    Presentazione Gruppo di Preghiera padre Antonio Silvestri

    Lunedì 16 gennaio
    ore 17.30
    Santa Messa officiata da don Mimmo Guida
    ’Ed egli si fece carità’, relatore don Fausto Parisi
    Momento interetnico con esecuzioni di brani musicali

    Martedì 17 gennaio
    ore 17.30
    Santa Messa officiata da monsignor Domenico Cornacchia, vescovo della diocesi Lucera−Troia
    ’Il pio sacerdote sfida le autorità confidando nella sua Madonan del Buon Consiglio’, relatore Savino Russo
    concerto di musica classica con i chitarristi Fabio Cobuzzi, Diego e Giacomo Creta
    Momento interetnico con esecuzioni di brani musicali









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