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  •  DIRITTI
     25/11/2014
    Giornata contro la violenza sulle donne, nel 2013 una vittima ogni due giorni
    E al Cav di Foggia più di mille contatti negli ultimi tre mesi
    Giornata contro la violenza sulle donne, nel 2013 una vittima ogni due giorni

    Più di mille contatti nell'ultimo trimestre (luglio-settembre 2014) e la presa in carico di almeno cinquanta casi di violenza accertati. Questi i dati forniti dal Centro Antiviolenza di Foggia che, con il Punto di ascolto e di accoglienza attivo dal 2011, è ormai diventatoluogo di riferimento per quante sono vittime di abusi e maltrattamenti. Violenza non solo fisica e sessuale, ma anche psicologica. Senza contare le altre forme di vessazione economica, mobbing, stalking. Sono soprattutto le donne a contattare il numero verde 800 180 903 del Centro ed il fisso 0881/791936 per chiedere informazioni e consigli. Anche perché oltre alle operatrici telefoniche, le altre figure su cui si può fare affidamento al Cav sono: un'assistete sociale, due psicologhe e due educatrici.

     

    I numeri sul fenomeno della violenza di genere sono stati snocciolati questa mattina a Foggia da Lara Vinciguerra, coordinatrice del Cav di Foggia, presso l’Auditorium dell’Amgas, in occasione della ‘Giornata internazionale contro violenza su donne’; in particolare, se n’è parlato nell’ambito del convegno ‘Quanto costa il silenzio? Dire basta non basta…insieme contro la violenza’ organizzato dall’Amministrazione Comunale. Per capire quanto sia ancora presente il fenomeno della violenza di genere e sulle donne, basta dare uno sguardo all’ultimo rapporto sul femminicidio in Italia realizzato dall’Eures,  che elenca le statistiche degli omicidi volontari in cui le vittime sono donne. Ed emerge che il 2013 è stato un anno nero per i femminicidi, con 179 donne uccise, in pratica una vittima ogni due giorni. Rispetto alle 157 del 2012, le donne ammazzate sono aumentate del 14%.



    Tra i dati più rilevanti, dunque, da segnalare l’aumento degli omicidi in ambito familiare, +16,2%, che sono passati da 105 a 122, così come pure nei contesti di prossimità, rapporti di vicinato, amicizia o lavoro, da 14 a 22. Rientrano nel computo anche le donne uccise dalla criminalità, 28 lo scorso anno: in particolare si tratta di omicidi a seguito di rapina, dei quali sono vittima soprattutto donne anziane. Ed anche nel 2013, in 7 casi su 10 (68,2%, pari a 122 in valori assoluti) i femminicidi si sono consumati all'interno del contesto familiare o affettivo, in linea con il dato relativo al periodo 2000-2013 (70,5%). Con questi numeri, il 2013 ha la più elevata percentuale di donne tra le vittime di omicidio mai registrata in Italia, pari al 35,7% dei morti ammazzati (179 sui 502), “consolidando - sottolinea il dossier - un processo di femminilizzazione nella vittimologia dell'omicidio particolarmente accelerato negli ultimi 25 anni, considerando che le donne rappresentavano nel 1990 appena l'11,1% delle vittime totali”

     

    Sempre secondo il dossier, inoltre, il Lazio e la Campania con 20 donne uccise presentano nel 2013 il più alto numero di femminicidi tra le regioni italiane, seguite da Lombardia (19) e Puglia (15). Ma è l'Umbria a registrare l'indice più alto (12,9 femminicidi per milione di donne residenti). Nella graduatoria provinciale ai primi posti Roma (con 11 femminicidi nel 2013), Torino (9 vittime) e Bari (8). Infine, ottantuno donne, il 66,4% delle vittime dei femminicidi in ambito familiare, hanno trovato la morte per mano del coniuge, del partner o dell'ex partner; la maggior parte per mano del marito o convivente (55, pari al 45,1%), cui seguono gli ex coniugi/ex partner (18 vittime, pari al 14,8%) ed i partner non conviventi (8 vittime, pari al 6,6%).

    Emiliano Moccia









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