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     30/12/2015
    Botti di capodanno, Enpa, Lav e Lipu ringraziano i Comuni che hanno detto "no"
    Anche l’Amministrazione di Foggia ha emesso l’ordinanza fino al primo gennaio
    Botti di capodanno, Enpa, Lav e Lipu ringraziano i Comuni che hanno detto

    Da Foggia a Bologna, da Ancona a Reggio Calabria, passando per Chieti, Bologna e Sassari, sono davvero numerosi i sindaci che hanno raccolto l'appello lanciato nei giorni scorsi da Enpa, Lav e Lipu contro i 'botti' di Capodanno. Botti che, hanno spiegato le associazioni, sono estremamente pericolosi per l'incolumità delle persone – come peraltro raccontano i consueti 'bollettini di guerra' del primo dell'anno – e degli animali, selvatici e d'affezione, soggetti a stress e a veri attacchi di panico che ne possono provocare la morte o la fuga con tragiche conseguenze. Gli uccelli selvatici poi, terrorizzati, possono trovare la morte in una fuga inconsulta che li porta a sbattere contro muri e qualunque altro ostacolo.

     

    "Desideriamo esprimere la nostra più viva gratitudine agli amministratori locali che, con atti e provvedimenti concreti, hanno dimostrato grande sensibilità su un tema difficile come quello dei fuochi d'artificio, contro il cui cui utilizzo – spiegano le tre associazioni animaliste - lottiamo da sempre. Ringraziamo altresì l'Anci e il Ministero della Salute, che, con il loro autorevole intervento, sono stati di sprone e di impulso, stimolando i Comuni ad adottare misure restrittive sui botti, per tutelare persone e animali".

     

    L'ORDINANZA. Ecco cosa prevede l’ordinanza di Foggia

    I divieti:

    A partire dalla data di emissione della presente ordinanza e fino a tutto il 1° gennaio 2015:

    1. Il divieto di vendita, in forma ambulante, a partire dalla emissione della presente ordinanza e fino a tutto il 1° gennaio 2015 di "ogni tipo di fuochi d'artificio ascrivibili alla categoria IV^ e V^, IVI COMPRESI GLI EX FUOCHI DI LIBERA VENDITA ORA OBBLIGATORIAMENTE CLASSIFICATI IN UNA DELLE SUDDETTE CATEGORIE. In particolare e’ vietata la vendita di quelli che abbiano effetto scoppiante,crepitante o fischiante, tipo rauto o petardo ed esclusi i prodotti del tipo fontane, bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, petardini da ballo, bacchette scintillanti e simili, trottole, girandole e pallone luminose.

    2. Il divieto, a partire dalla emissione della presente ordinanza e fino a tutto il 1° gennaio 2015, di utilizzo di ogni tipo di fuoco d'artificio, ivi compresi quelli appartenenti alla nuova categoria “V”. D ed E, in luogo pubblico e anche in luogo privato ove, in tale

    ultimo caso, possano verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici su luoghi pubblici o su luoghi privati appartenenti a terzi non consenzienti, nonché di articoli pirotecnici teatrali e di altri articoli pirotecnici per scopi diversi da quelli cui gli articoli stessi sono espressamente destinati; (fanno eccezione gli spettacoli autorizzati dei professionisti di cui all'articolo 4 del Decreto Legislativo 4 aprile 2010, n. 58).

    3. Il divieto di cedere a qualsiasi titolo, usare o portare con sè nei luoghi pubblici o aperti al pubblico materiale esplodente, di qualsiasi categoria ai minori di anni 18 e privi della

    carta d’identità;

    4. Ai minori di 14 anni è altresì’ vietato, ai sensi dell’art. 5 del DD LL. 58/2010 anche l’acquisto, la detenzione e l’utilizzo dei fuochi di artificio di cui alla Cat. V D/E (ora nella categoria 1).

    Dalle ore 20,00 del 31.12.2014 alle ore 07,00 del 01.01.2015:

    . Il divieto di utilizzo di fuochi pirotecnici, non posti in libera vendita, nei luoghi privati, senza la licenza di cui all'art. 57 TULPS;

    . Il divieto per tutti coloro che hanno la disponibilità di aree private, finestre, balconi, lastrici solari, luci e vedute et similia, di consentirne a chiunque l'uso, per la effettuazione degli spari vietati dalla presente ordinanza.

     

    LE SANZIONI. Le violazioni alle suddette prescrizioni, ove il fatto non costituisca reato, saranno punite ai sensi dell'art. 7 bis del D. Lgs. 267/2000 con sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 a € 500,00. L’inosservanza della presente Ordinanza, da parte di titolari di licenza amministrativa, verrà sanzionata con la sospensione della licenza per giorni dieci.









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