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     04/01/2016
    Foggia, Natale in Casa Emmaus con il ’Presepe Vivente’
    E’ stato allestito con gli operatori, i minori non accompagnati, i migranti, i tossicodipendenti
    Foggia, Natale in Casa Emmaus con il ’Presepe Vivente’

    Sarà capitato un po´ a tutti sentirsi dire da un cameriere, tra lo sbrigativo e il cortese: “Spiacente non abbiamo più posto per questa sera” – o nel momento di prenotare una visita: “Non c´è posto, c´è disponibilità solo ad Aprile, fra quattro mesi”, o da chi  ci voleva fuori dai piedi: “Questo non è posto per te”, o aver  pensato di qualcuno: “Ma chi lo ha messo lì, a quel posto?, il solito raccomandato!”. “Il non sentirsi accolti, considerati, ascoltati, aiutati, spesso fa  nascere in noi rabbia o voglia di fare da sé e di non dovere niente a nessuno. Al contrario, quando facciamo esperienza di accoglienza e attenzione, il modo di considerare noi stessi e gli  altri è connotato da ottimismo e positività”. E’ da questa riflessione che anche quest’anno la Comunità sulla Strada di Emmaus ha organizzato – il 26 dicembre ed il 3 gennaio – il Presepe Vivente. “Il Natale è questo: un´esperienza concreta e vicina in cui il Dio della vita, in Gesù, si fa abbracciare e accogliere da noi e noi da Lui. Sapere che abbiamo sempre posto accanto a Dio e dirgli  che Lui ha posto nella nostra vita, ci rende uomini e donne sereni e dallo sguardo fiducioso verso il futuro. Ci sentiamo più  amati e capaci di amare, meno soli e più desiderosi di pensare  una città, una società in cui c´è posto per tutti. Una fraternità possibile oltre le nostre paure”.

     

    Il presepe vivente ad Emmaus, dunque, anche quest’anno ha inteso “rilanciare questo  messaggio: non aver paura c´è posto per te, perché tu possa  riprendere in mano la tua vita, perché possa riacquistare le forze  nel passaggio verso il Nord-Europa, perché tu possa  sperimentare per la prima volta la vita in una famiglia. Oggi non sei il volontario, l´immigrato, il tossicodipendente, il/la giovane del servizio civile, il minore non accompagnato o affidato dai servizi sociali, il professionista o il bravo artigiano… oggi sei accanto a Gesù di Nazaret!”. Per gli operatori di Emmaus, dunque, “sei pastore per qualche ora, sei uno dei magi, un bravo  falegname o il fornaio, non pensare se hai un personaggio  importante o meno ma che sei accanto al Dio della vita, che il  villaggio che hai contribuito a rendere vivo e bello per poche ore  può essere la città in cui vivi tutti i giorni”.









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