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  •  AMBIENTE
     13/01/2016
    "Fermiano le trivellazioni delle Tremiti", petizione contro il Governo
    Il ministro Guidi: "Nessuna perforazione, permessi per zona di mare oltre le 12 miglia dalla costa"

    “La Regione Puglia presenterà ricorso per conflitto di attribuzione con riferimento al modo in cui l'emendamento alla legge di stabilità presentato dal Governo ha inciso sullo Sblocca Italia: non assecondando la volontà referendaria, ma in senso opposto”. Lo ha dichiarato il presidente Michele Emiliano con riferimento alle autorizzazioni alle ricerche di idrocarburi nel mare Adriatico e Ionio. Il riferimento è al permesso di prospezione n. 274 rilasciato alla Petroceltic Italia per la ricerca di idrocarburi nell'Adriatico a poco più di 12 miglia dal paradiso naturale delle Tremiti continua ad alimentare polemiche. Il Ministero dello Sviluppo Economico, infatti, ha autorizzato lo scorso 22 dicembre la società di proprietà irlandese ad eseguire per sei anni, con la tecnica dell'air gun, le indagini sulla presenza di petrolio. A riguardo, la Petroceltic Italia pagherà allo Stato italiano la cifra di euro 5,16 per chilometro quadrato, in questo caso si tratta di una superficie di 373 kmq, per un totale di 1.928,292 euro l'anno.

     

    "Trivellare il nostro mare – ha detto Emiliano - è una vergogna ed una follia. Trivellare al largo delle Tremiti o di Pantelleria, o nel Golfo di Taranto, poi, griderebbe vendetta se la notizia di oggi fosse confermata dal Governo”. “Il Decreto Ministeriale che autorizza la Petroceltic Italia alle prospezioni nel mare delle Tremiti – ha aggiunto l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola - evidenzia una volta di più la necessità di una azione comune sempre più compatta da parte delle regioni costiere per incidere nelle scelte di politica energetica nazionale che, certamente, sono di competenza del Governo centrale, ma che, con altrettanta certezza, non possono essere subite passivamente dai territori”.

     

    La risposta alle polemiche sollevate contro la decisione del Governo, è arrivata dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che dice: “Un polverone pretestuoso e strumentale: non c'è nessuna trivellazione”. Per il ministro, dunque, in riferimento ai permessi di ricerca offshore nell'Adriatico “non si prevede alcun tipo di perforazione e quei permessi riguardano una zona di mare ben oltre le 12 miglia dalla costa e anche dalle isole Tremiti. Il permesso di ricerca concesso alla società Petroceltic – ha spiegato il ministro Guidi riguarda soltanto, e in una zona oltre le 12 miglia, la prospezione geofisica e non prevede alcuna perforazione che, comunque, non potrebbe essere autorizzata se non sulla base di una specifica valutazione di impatto ambientale”. Ma istituzioni locali, regionali e cittadini non ci stanno.

     

    Tanto che sulla piattaforma change.org è già partita una petizione per “fermare le trivellazioni delle Tremiti e a Pantelleria”. Per i promotori della raccolta firme non ci sono dubbi: “L'Italia deve fermare le trivelle non i referendum, valorizzare i suoi tesori ambientali, tutelare l'economia della pesca, dell'agricoltura e del turismo che sono messe a rischio dalle tecniche invasive e distruttive di perforazione. Il futuro non è il petrolio, ma una politica energetica 100% rinnovabile perché la lotta ai cambiamenti climatici non si fa bucando la terra per trovare petrolio, ma avviando la modernizzazione dell'Italia che in questo campo è stata contrastata dalle lobby del petrolio”.

    e.m.









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