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  •  CULTURA
     10/11/2017
    ‘Eppure un’altra strada c’è’, il teatro di Gregorio Pastore contro gioco d’azzardo e ludopatia
    Il monologo dell’attore foggiano in scena l’11 e 12 novembre al Teatro della Polvere
    ‘Eppure un’altra strada c’è’, il teatro di Gregorio Pastore contro gioco d’azzardo e ludopatia

    Un'altra strada c'è. Una strada che spezza le catene della ludopatia, che conduce fuori dal tunnel della dipendenza da gioco d'azzardo, che aiuta a ricostruirsi una vita fatta di relazioni, amicizie, speranze. Perché la seduzione della vincita facile, del rischio, del denaro che scende a grappoli dalla bocca della macchinetta, in alcuni soggetti – soprattutto in quelli più fragili e vulnerabili – può sviluppare una dipendenza patologica, una vera e propria malattia ormai riconosciuta anche dallo Stato italiano. Anche se poprio lo Stato fa ancora poco per prevenirla, per contrastarla, per mettere al bando il gioco d'azzardo. Dal 2008 al 2011, per esempio, la percentuale di persone tra i 15 ed i 64 anni che hanno puntato soldi almeno una volta su uno dei tanti giochi d'azzardo presenti sul mercato è passata dal 42% al 47%: circa 19 milioni di scommettitori, e di questi ben 3 milioni sono soggetti a rischio azzardopatia. Non solo. In Italia nel 2013 sono stati giocati d'azzardo 84,7 miliardi di euro. Di questi, 67,3 miliardi sono rientrati come vincite mentre il ‘banco' ha guadagnato 17,1 miliardi, l'equivalente di una manovra finanziaria: 8,1 li ha incassati lo Stato e 8,7 la filiera del gioco.

     

    IL MONOLOGO TEATRALE

    Numeri impressionanti, che non risparmiano nessuno. Anziani, pensionati, casalinghe, lavoratori e ragazzi. ‘Eppure un'altra strada c'è'. Per questo, Gregorio Pastore ha deciso di scrivere un monologo teatrale sul fenomeno che nel solo 2016 – secondo l'Osservatorio Young Millennials Monitor di Nomisma – su un campione di 11mila giovani tra gli 11 e 19 anni, ha tentato un minore su due. Un lavoro nato durante il percorso di studi universitari, nel periodo in cui Gregorio era impegnato a scrivere la tesi di Laurea in Letteratura Teatrale Italiana intitolala ‘Goldoni e le opere minori. I mille volti della follia'. “Sono sempre stato particolarmente sensibile a questa tematica, capire cosa mai potesse spingere una persona alla dipendenza che può manifestarsi in diverse forme. Di conseguenza, in vista della preparazione della testi di Laurea ho frequentato il Ser.T di Foggia, dove grazie al sostegno della dottoressa Isabella Lanzillotta, ho potuto consultare diversi testi di riferimento, tra cui quelli di Cesare Guerreschi. Studiano e leggendo questi volumi ho scoperto che si tratta di una dipendenza che nasce, molto spesso, già in età adolescenziale. Un dato che mi ha meravigliato non poco e che non immaginavo affatto”.

     

    DALLA TESI DI LAUREA AL PALCO

    Non a caso, la tesi – scritta con la supervisione della professoressa dell'Università di Foggia, Rossella Palmieri – gli ha permesso di “analizzare delle particolari manie e follie dei personaggi goldoniani tra cui appunto il gioco d'azzardo, di cui lo stesso Carlo Goldoni era un accanito giocatore sin da bambino. Goldoni parla di gioco d'azzardo in tante opere, in particolare ne ‘Il giocatore' – racconta Pastore -  . Ed è proprio da questo testo che ho preso spunto per scrivere il mio monologo teatrale” spiega l'autore che, con l'accompagnamento della violinista Antonella De Santis, sabato e domenica 11 e 12 novembre poterà in scena lo spettacolo al Teatro della Polvere di Foggia, in via Nicola Parisi 97, con ingresso alle ore 20.30 e sipario alle ore 21.

     

    ‘Eppure un'altra strada c'è' racconta la storia di Riccardo Fortuna, un giovane ludopatico di quasi trent'anni che a causa del gioco trascorre la sua vita attorno ad una slot machine, ad una scommessa, ad un brivido. Il gioco che annulla e cancella il rapporto con la moglie, con gli amici, con la sua vita, con la verità. Il gioco che lo confina in un mondo immaginario, fatto di dipendenza e bugie, di solitudine e diffidenze. Sul palco Pastore racconta la vita di Riccardo Fortuna, “le varie fasi in cui ha vissuto la dipendenza: dall'ippica conosciuta in età adolescenziale fino ai gratta%26vinci e al Lotto dell'età adulta”. Per farlo, l'attore, accompagnato dalla musica e da una scenografia essenziale, porta in scena anche gli strumenti di seduzione di massa: le fisches, i dadi, le carte, i soldi. Ma oltre a denunciare duramente il fenomeno attraverso la tecnica del teatro sociale, Pastore punta anche a lanciare un messaggio di speranza: “Il messaggio di speranza si intuisce già nel titolo dell'opera ‘Eppure un'altra strada c'è', perché il protagonista oscilla continuamente tra momenti di lucidità in cui ricorda, evoca la sua storia, capisce dove si trova, e attimi di chiusura, di follia. Chi vive il disagio deve sapere che ha la possibilità di curarsi, di rivolgersi ai servizi del territorio, che c'è chi può prendersi cura di lui. Purtroppo, il gioco d'azzardo si sviluppa già in età adolescenziale e non è facile parlarne subito con qualcuno, essere capiti, consigliati, e si finisce per portarsi dietro il problema fino all'età adulta”. Proprio come il protagonista del testo teatrale, che sarà chiamato a fare una scelta importante per la sua vita davanti ad evento imprevisto.

     

    IL NUMERO VERDE 800558822

    Lo spettacolo, dunque, nasce in collaborazione con il SerT, Servizio Tossicodipendenze dell'Asl di Foggia, grazie al quale Gregorio Pastore ha potuto approfondire, studiare e conoscere meglio il fenomeno della ludopatia particolarmente seguito dal Centro di Ascolto di via San Severo. Per capire quanto stia crescendo il problema, va rilevato che dallo scorso 2 ottobre è il numero verde nazionale per chi ha problemi legati al gioco con vincite in denaro. Il numero 800558822 copre tutta l'Italia e sarà attivo in via sperimentale fino al 31 marzo 2018 per garantire sostegno alle persone in difficoltà con il gioco d'azzardo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. L'iniziativa rientra nel piano di ricerca, formazione e informazione, dell'Agenzia Dogane e Monopoli e affidato nella sua realizzazione al Centro Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità. Perché come prova a far capire Gregorio Pastore con il suo lavoro teatrale “un'altra strada è possibile”. Una parte del ricavato dello spettacolo sarà destinato all'acquisto di materiale terapeutico.

    Per info e acquisto biglietti: 3201582377 - info@teatrodellapolvere.it

    Emiliano Moccia









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