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     08/01/2018
    Regione Puglia, approvato il IV Piano Regionale delle Politiche Sociali 2018-2020
    Tutti i 45 Ambiti Territoriali sono chiamati a definire ed approvare entro il prossimo trimestre i PdZ
    Regione Puglia, approvato il IV Piano Regionale delle Politiche Sociali 2018-2020

    La Giunta Regionale ha approvato nelle ultime due sedute il nuovo Piano Regionale delle Politiche Sociali 2017-2020, le modifiche alla disciplina del Reddito di Dignità (ReD) per rendere ancora più sfidanti gli obiettivi di contrasto alla povertà e di inclusione sociale attiva rispetto alla introduzione del nuovo ReI nazionale, l'innovativo Programma PugliaSocialeIN per la promozione dell'innovazione sociale e lo sviluppo dell'economia sociale, l'accordo di programma con il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali che dà ufficialmente avvio al percorso di attuazione della riforma del Terzo Settore.

     

    In particolare con il 2018 e con la recentissima Del. G.R. n. 2324 del 28 dicembre 2017 si apre il IV ciclo di programmazione pluriennale delle politiche sociali per la Puglia, ciclo di programmazione che coprirà il periodo 2018-2020 e che sarà decisivo per il consolidamento del welfare pugliese, se guardiamo alla rete dei servizi sociali e sociosanitari tradizionali, a trazione dei Comuni associati in Ambiti territoriali, ma anche per il disegno di un welfare innovativo, capace cioè di arricchire e integrare piattaforme nuove di servizi alle persone e alle famiglie, ricolti alla qualità delle cure, ma anche all'autonomia e alla conciliazione, alla assistenza e all'inclusione sociale attiva.

     

    Il Piano Regionale delle Politiche Sociali 2017-2020, che troverà attuazione con i Piani Sociali di Zona 2018-2020 che tutti i 45 Ambiti territoriali sono chiamati a definire ed approvare entro il prossimo trimestre, è stato elaborato dalle strutture dell'Assessorato al Welfare come aggiornamento tecnico del precedente Piano Regionale, per la necessità di offrire un contesto di lavoro aggiornato a tutti i Comuni e la rete delle imprese sociali e il partenariato sociale della Regione, per l'urgenza di definirlo evitando una proroga del precedente ciclo di programmazione, per la importanza di ridefinire il quadro delle risorse finanziarie a disposizione dei Comuni per il finanziamento dei servizi cosiddetti essenziali, per i bambini, gli anziani, i disabili, le famiglie e le persone in condizione di fragilità socioeconomica estrema, la cui domanda peraltro è in costante crescita anche per l'opera di emersione dei bisogni che il Reddito di Dignità e i percorsi di presa in carico con esso previsti stanno favorendo.

     

    La prima annualità (2018) dei Piani Sociali di Zona su cui  tutti gli Ambiti territoriali dovranno cimentarsi nelle prossime settimane potrà contare su circa 45 milioni di euro di risorse della finanza ordinaria, nazionale (FNA+FNPS) e regionale (FGSA), oltre le risorse destinate agli interventi monetari di sostegno al reddito con vincolo di destinazione all'accesso ai servizi di cura, con i circa 30 milioni di euro annui per gli assegni di cura e i circa 40 milioni di euro annui per i buoni servizio per i centri diurni per disabili e anziani e le prestazioni domiciliari e i servizi per la prima infanzia. Sarà questa una annualità cruciale e insieme assai delicata perché molti Ambiti territoriali dovranno fare i conti con la contrazione dell'offerta di alcuni servizi (essenzialmente SAD e ADI) per il venir meno del rifinanziamento nazionale del PAC Servizi di Cura, che costringerà alla razionalizzazione del servizio e ad una revisione dei dispositivi di compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni, e perché i Servizi Sociali professionali, in corso di potenziamento nei primi mesi dell'anno, potranno avere a disposizione un sistema di servizi aggiornato per completare le prese in carico degli utenti ReD e ReI con nuclei familiari più problematici.

     

    Tra le principali novità di contenuto che il nuovo Piano porta con sé, sicuramente l'attivazione delle azioni in favore del 'Dopo di Noi' per disabili adulti senza il supporto familiare, la scommessa dell'innovazione sociale per rafforzare e rilanciare il welfare tradizionale, la centralità del ReI e del ReD per il sostegno al reddito e il contrasto alle vecchie e nuove povertà, le azioni sperimentali per il contrasto degli sprechi alimentari e farmaceutici, la riscoperta del ruolo attivo degli Enti del Terzo Settore nel quadro della recentissima riforma, la forte integrazione tra prestazioni economiche di sostegno al reddito e le prestazioni di servizio, per scongiurare la deriva alla monetizzazione della rinuncia dei diritti sociali.

     

    Tra le principali novità di metodo, o per meglio dire, connesse alla governance del nuovo Piano, sicuramente l'estensione della buona pratica della 'Cabina di Regia regionale' a livello di Ambito territoriale e le modalità più snelle di definizione del processo decisionale connesso alla definizione e approvazione dei Piani Sociali di Zona, che contemplerà nella fase di avvio 6 conferenze programmatiche per la illustrazione e l'esame dei contenuti del Piano Regionale Politiche Sociali 2017-2020 alla luce delle specificità territoriali, e nella fase di conclusione l'intervento della struttura regionale per la istruttoria della proposta di Piano Sociale di Zona e per le (eventuali) prescrizioni vincolanti da lasciare alla Conferenza dei Servizi territoriale chiamata alla approvazione del Piano stesso. Le conferenze programmatiche prenderanno avvio da metà gennaio e si concluderanno entro fine mese.









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