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     13/02/2018
    La crescita dei Centri di Servizio per il Volontariato, in Puglia 5 sedi e 31 sportelli
    Sono 400 i punti di servizio attivi in Italia. Pubblicato il report di CSVnet relativo al 2016
    La crescita dei Centri di Servizio per il Volontariato, in Puglia 5 sedi e 31 sportelli

    Nel pieno della transizione legata alla riforma del Terzo settore, la rete dei Centri di servizio per il volontariato ha ampliato la sua presenza sul territorio portando a quasi 400 i punti di servizio attivi fra sportelli e sedi centrali. E aumentando, nonostante il calo delle risorse, la quantità e la qualità dei servizi erogati. È quanto emerge dall’ultimo Report di CSVnet, l’indagine che raccoglie tutti i numeri sulle attività dei CSV. Il Report si riferisce al 2016, un anno di passaggio per il sistema dei CSV, l’anno in cui il Parlamento approvava la legge delega sulla riforma del Terzo settore (n. 106 del 6 giugno 2016) che sancisce il ruolo decisivo dei CSV per il volontariato di tutto il Terzo settore. Mentre nel 2017 il Codice del terzo settore avrebbe dettato le regole per il funzionamento dei Centri, garantendo la loro stabilità economica triennale e indicando i criteri per la riorganizzazione territoriale.

     

    In Puglia, anche secondo il report, sono 5 le sedi presenti dei CSv (Foggia, Bari, Lecce, Brindisi, Taranto) e 31 gli sportelli sparsi nei territori. Tra i dati più significativi l’avvicinamento a 400 (389) del numero complessivo di sportelli e sedi centrali: 42mila metri quadrati (+4mila) di spazi – di cui il 38% è ad uso esclusivo delle Organizzazioni di volontariato (Odv) – che “lanciano un messaggio chiaro: anche se la riforma imporrà una riduzione del numero dei CSV, essi faranno di tutto perché questo non abbia conseguenze pratiche sui servizi e la disponibilità territoriale”. A confermarlo anche il numero complessivo dei servizi erogati, che supera la cifra di 226 mila segnando un aumento dell’8%. I beneficiari dei servizi sono più di 42.600 e appartengono all’ampia categoria del non profit, soprattutto Odv (71%). I singoli cittadini 'serviti' invece sono 41mila a cui si aggiungono circa 2mila gruppi informali.

     

    L’organizzazione e la prestazione dei servizi sono garantite da uno staff complessivo di 843 persone, l’84% dei quali ha un contratto di lavoro subordinato. Il calo di 115 addetti tra il 2014 e il 2016 ha riguardato le posizioni parasubordinate e autonome, a conferma della volontà di usufruire delle competenze del personale interno per rispondere ai bisogni delle associazioni. Per far funzionare la 'macchina' dei Centri di servizio è molto importante anche l’apporto del lavoro volontario: quello dei 959 tra presidenti e consiglieri e quello di circa mille volontari impegnati gratuitamente nelle attività quotidiane, per un totale di circa 190mila ore. Rispetto alla vita associativa anche nel 2016 si registra un’ampia partecipazione: più di 9mila sono le organizzazioni coinvolte nella gestione dei CSV, per l’88% si tratta di Organizzazioni di volontariato a cui si aggiungono quasi 600 reti di volontariato e associazioni di promozione sociale.










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