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  •  CULTURA
     30/09/2019
    ‘Di cartoni e lamiera’, Domenico la Marca porta al ’Cantagiro’ il tema del caporalato
    Il cantautore foggiano alla prestigiosa kermesse canora con un brano dal forte impatto sociale
    ‘Di cartoni e lamiera’, Domenico la Marca porta al ’Cantagiro’ il tema del caporalato

    di Emiliano Moccia

     

    Domenico la Marca non sarà da solo sul palco del ‘Cantagiro 2019'. Perché a cantare con lui in occasione della prestigiosa kermesse canora italiana, ci saranno anche i volti, le storie, i dolori, le ferite dei tanti migranti vittime dello sfruttamento e del caporalato. E' di loro che canterà il cantautore della provincia di Foggia che alla manifestazione musicale porterà il brano ‘Di cartoni e lamiera', scritto dallo stesso Domenico ed arrangiato da Silvano Finizio. Un brano duro, forte, intenso che affronta con coraggio il tema del caporalato, ricordando in particolare i dodici braccianti morti il 6 agosto dello scorso anno. Del resto, quello di Domenico per il sociale è un impegno che parte da lontano, traccia di una vita coerente orientata sempre dalla parte dei più deboli. Classe 1972, Domenico la Marca da circa trent'anni lavora nel sociale, occupandosi di migranti, minori, detenuti, tossicodipendenti. E da qualche anno, la Marca sta coltivando con successo e dedizione la sua grande passione per la musica, tanto da vincere pochi mesi fa la XVII edizione del ‘Cantassori', il Festival per la canzone per l'inclusione, proprio con il brano inedito ‘Di Cartoni e lamiera'.

     

    “E' un brano forte – dice la Marca – che sottolinea uno dei punti ancora deboli di questo territorio, il caporalato. Le parole mi sono state ispirate dal lavoro che faccio, che mi porta a stare in contatto tutti i giorni con i migranti. E ricordano come quella del caporalato sia purtroppo una piaga antica del nostro territorio”. Il viaggio nella musica di la Marca si è sempre caratterizzato da un'attenzione speciale verso le tematiche a lui più care. Domenico prende appunti, scrive di getto, mette in musica le storie che incontra lungo il suo percorso di operatore sociale. Sono storie che affrontano dolore, sofferenza, ma che al tempo stesso si aprono alla speranza di una vita migliore. "Non sono un ambasciatore del sociale – aggiunge la Marca - con le mie canzoni, racconto, in parole e musiche, la fatica quotidiana di chi si sporca le mani e con i piedi, anche nel fango, assiste ai miracoli della vita, alla magia straordinaria dell'essere umani e ricominciare a vivere”.

     

    La musica, quindi, come occasione per riflettere e far riflettere, per puntare i fari sulle questioni sociali spesso ignorate dai tradizionali mezzi di informazione, ma che invece meriterebbero una maggiore attenzione. Ed allora, musica e parole per Domenico diventano lo strumento ideale per arrivare al pubblico, per favorire l'ascolto di grandi e giovani ed interrogarsi sui valori più veri che dovrebbero condizionare le nostre scelte, i nostri percorsi di vita. La sua prima raccolta di dieci brani, arrangiati dal gruppo Terramia di Pietramontecorvino, si intitola ‘E sarà domani'. Un disco nato in occasione dell'anniversario dei 40 anni dell'Associazione Comunità sulla strada di Emmaus, colonna sonora di un musical capace di avvicinare i ragazzi sul tema della fragilità, della dipendenza, della solitudine. Non solo. Perché adesso insieme a Bruno ed Aldo Gorgoglione porta avanti nelle piazze e ovunque lo chiamino ‘Ti racconto una Canzone', un progetto musicale che gli consente di raccontare quello che conosce, quello che vede, quello che la sua esperienza di animatore culturale e sociale gli insegna quotidianamente. Ora, infine, l'onore di partecipare al ‘Cantagiro', al concorso canoro che negli anni ha visto esibirsi molti grandi della musica italiana tra cui Celentano, Morandi, Battisti, Rino Gaetano, Paoli, Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Domenico Modugno. “Per me è un sogno che si realizza – conclude Domenico – la musica è la mia passione quindi sono contentissimo. E' come una favola che vale la pena vivere”. E a fare il tifo con lui ed a sostenerlo, ne siamo certi, su quel palco ci saranno anche i tanti braccianti migranti che in questi anni hanno pagato anche con la vita il loro sogno di una vita migliore in Italia.









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