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     08/11/2019
    La casa come diritto umano e strumento di cura delle persone
    Giuseppe Dardes, della fio.PSD, è intervenuto a Foggia sui temi della grave emarginazione adulta
    La casa come diritto umano e strumento di cura delle persone

    La prima cosa da modificare è la terminologia: non più senza fissa dimora, ma senza dimora, perché «nel primo caso sembra quasi che si tratti di una persona che non sa scegliere dove vivere, in quale casa dimorare; nel secondo, invece, si approfondisce l'aspetto di chi è senza una casa, senza un diritto, senza qualunque cosa che possa farlo sentire integrato». Per il resto, ciò che va assolutamente confermato è che la povertà è un fenomeno che non arretra, che non si ferma. Anzi, che coinvolge sempre più persone, che invita a comprendere nel circuito che gravita intorno al mondo del disagio abitativo, questa tipologia di categoria: senza tetto, senza casa, sistemazione insicura, sistemazione inadeguata. Il merito di questa individuazione più attenta ed allargata va alla FEANTSA (Federazione Europea delle organizzazioni che lavorano con persone senza dimora) che ha sviluppato negli ultimi anni una classificazione definita ETHOS, acronimo inglese traducibile con ‘Tipologia europea sulla condizione di senza dimora e sull'esclusione abitativa', che rappresenta al momento attuale il punto di riferimento maggiormente condiviso a livello internazionale, riferimento principale delle ‘Linee di Indirizzo per il Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta in Italia' frutto di un gruppo di lavoro coordinato nel 2015 dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che si è avvalso della segreteria tecnica della fio.PSD.

    Ed a parlare delle ‘Linee di indirizzo' e a confrontarsi su quelle che potrebbero essere delle azioni da mettere in campo per sconfiggere la marginalità sociale, o quanto meno ideare interventi dedicati, è stato Giuseppe Dardes, coordinatore del network Housing First Italia e responsabile formazione della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora. E il primo concetto ribadito più volte è stato chiaro: «Occorre considerare la dimora, la casa, come diritto umano di base e come strumento di cura della persona». Perché solo la casa, la sicurezza di avere un tetto sulla testa, rappresentano la prima forma di contrasto all'emarginazione e la possibilità per chi è povero di poter fermarsi, riposarsi, ricostruire la propria vita a piccoli passi.

     

    Dardes infatti, è intervenuto a Foggia, nei locali del Centro Diurno ‘Il Dono', in occasione del primo incontro di 'Homeless Zero', il percorso di formazione rivolto a volontari e non promosso dall'associazione Fratelli della Stazione e sostenuto dal CSV Foggia nell'ambito del Bando Formazione 2019. Si tratta di un ciclo di incontri formativi aperti a tutta la città che puntano ad informare, a formare, a far conoscere, ad offrire esperienze e spunti di riflessione per migliorare la qualità del servizio che i volontari mettono in campo durante la loro attività di assistenza per quanti vivono in condizione di fragilità sociale, ai margini, nei dormitori, nelle sale d'attesa della stazione. Un incontro che ha consentito di approfondire il tema della grave emarginazione adulta, anche alla luce delle nuove povertà emergenti, della necessità di mettere in campo azioni di inclusione ed integrazione socio-economica che superino il cosiddetto approccio a ‘scalini', che prevede l'adesione a un percorso di cambiamento del proprio stile di vita in alcune tappe: dalla strada ai dormitori, dalle case famiglia a un'abitazione propria.

     

    A riguardo, l'Housing first, un modello di contrasto alla povertà estrema nato negli USA e arrivato da pochi anni in Italia, viaggia in questa direzione ed attraverso un'equipe di operatori professionali che prendono in cura la persona senza dimora seguendola in tutte le varie fasi dell'accoglienza, promuove lo svuotamento dei classici dormitori in favore di appartamenti indipendenti. Un modo per favorire responsabilità, indipendenza, condivisione. Uno strumento che punta a strutturare il servizio in favore dei senza dimora, andando oltre le forme di emergenza tradizionalmente adottate dalle Amministrazioni Comunali soprattutto nei periodi invernali. L'Housing First, dunque, prevede che le persone con anni di vita in strada o a serio rischio di perdere l'abitazione, ricevono dai servizi sociali territoriali l'opportunità di entrare in un appartamento autonomo ‘senza passare dal dormitorio' godendo dell'accompagnamento di una equipe di operatori sociali direttamente in casa. Una sperimentazione – ormai collaudata in diversi territori italiani – che sta dando risposte importanti in termini di reale inclusione e ripresa delle persone che ne beneficiano, che lentamente si riappropriano della loro vita, riscoprendo talenti e competenze utili nelle relazioni sociali, nel lavoro, nelle comunità in cui vivono. Sarà proprio questo il tema che sarà approfondito il prossimo 2 dicembre da Giuseppe Dardes, che invita associazioni, istituzioni, amministratori a conoscere questo nuovo modello di accoglienza che consente di chiamare per nome le persone, di riconoscere la loro storia e di immaginare insieme a loro i futuro.

     

    Tutti gli incontri con accesso gratuito si svolgeranno a Foggia nei locali del Centro Diurno 'Il Dono' in via Ernesto Petrone 14. Seguiranno fino al mese di dicembre altri appuntamenti che vedranno come protagonisti e portatori di conoscenze importante nel campo dell'inclusione sociale: Francesco Priore, coordinatore dello sportello di Napoli di Avvocato di Strada (23 novembre);  Leonardo Tancredi, direttore editoriale di Piazza Grande, il più antico giornale di strada d'Italia (6 e 7 dicembre). Per prenotarsi è possibile inviare una email all'indirizzo fdsfoggia@gmail.com o scrivere un messaggio alla pagina Facebook – Fratelli della Stazione.

    Emiliano Moccia









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