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     25/11/2019
    Violenza sulle donne, in Puglia nel 93% dei casi si consuma in famiglia
    Nell’81% dei casi gli autori sono il partner e l’ex partner. Oggi la ’Giornata internazionale’ per sensibilizzare e riflettere
    Violenza sulle donne, in Puglia nel 93% dei casi si consuma in famiglia

    Secondo la Convenzione di Istanbul dovrebbe esistere un centro antiviolenza ogni 10.000 abitanti, ma in Italia i centri sono un ventesimo di quelli previsti. Oltre questo, secondo i dati raccolti dall'Istat, nel 2017 sono state 43.000 le donne che si sono rivolte a questi centri e i fondi pubblici erogati in quell'anno sono stati di 12 milioni di euro, ossia una media di 76 centesimi al giorno per ogni vittima. Per quanto riguarda la Puglia, invece, secondo il monitoraggio contenuto nel 'Piano integrato di interventi per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere 2019-20' realizzato dalla Regione Puglia in collaborazione con i Centri Antiviolenza e con l'Osservatorio regionale delle politiche sociali, relativo agli accessi nei Centri antiviolenza e all'inserimento nelle Case rifugio, per il 90% dei casi, le donne sono di nazionalità italiana e nel 93% dei casi, la violenza si consuma in famiglia.

     

    Il 25 novembre si celebra la 'Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne' indetta dall'Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1999. Tante la manifestazioni in programma in Italia per sensibilizzare le comunità sul tema della violenza e soprattutto su come attivare percorsi di prevenzione. Tante anche le attività che si svolgeranno nei vari territori pugliesi. Ma è anche un'occasione per fare il punto della situazione sui servizi avviati e, purtroppo, sui numeri che raccontano di una violenza fisica, psicologica, verbale che non conosce sosta. A partire da quello che avviene all'interno delle mura domestiche. Nell'81% dei casi, infatti, gli autori delle violenza sono il partner e l'ex partner, nel 12% sono 'parenti'; le donne più 'esposte' alla violenza sono le coniugate (38%), seguono le donne nubili (28%) e le donne separate/divorziate (26%).

     

    La violenza è trasversale alle fasce di età, ai titoli di studio, alla condizione lavorativa anche se la percentuale più alta viene registrata tra donne che hanno età compresa tra i 30 e i 49 anni (60%); significativa anche la percentuale delle donne di età compresa tra i 18-29 anni (15%). La mancanza di lavoro è un problema per molte delle donne che subiscono violenza: solo il 28% ha un'occupazione stabile; il 44% del totale non lavora, il 19% ha un'occupazione precaria.

     

    Intanto, lo scorso mese di settembre è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 106 del 17 settembre 2019 il Piano integrato di interventi per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere 2019-20. Il Piano si sviluppa in due grandi aree di intervento: l'area della prevenzione con le azioni di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, la formazione di operatrici e operatori del settore, i percorsi mirati e l'area della protezione e sostegno alle persone vittime di violenza e ai loro familiari, con la presa in carico individualizzata per il superamento delle situazioni di disagio e i percorsi di ospitalità per donne sole o con minori.









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