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    ’La Puglia Non Tratta’, il volo dei palloncini contro tratta e sfruttamento
    Celebrata a Bari la XI ’Giornata Europea contro la tratta di esseri umani’

    Cancellare dall'invisibilità le vittime di tratta e di sfruttamento lavorativo. Accendere una luce sulle loro vite per dare speranza. E soprattutto, non restare indifferenti davanti alle storie di migliaia di donne e di uomini che ogni giorno con l'inganno vengono portati dal loro Paese di origine in un altro allo scopo di essere sfruttati nell'ambito della prostituzione, dello sfruttamento lavorativo, delle economie illegali, dell'accattonaggio forzato o del traffico di organi. La Regione Puglia libera i sogni delle donne vittime di tratta e degli uomini sottoposti a sfruttamento lavorativo. E lo fa con un gesto simbolico, ma che dal forte messaggio sociale: facendo volare verso il cielo dei palloncini arancioni, metafora ideale di chi lotta per raggiungere seppur a fatica la propria libertà, la propria dignità, la propria autonomia.


    Questa mattina, quindi, a Bari, davanti alla Presidenza della Regione Puglia sono stati liberati centinaia di palloncini alla presenza degli studenti di alcune classi della scuole superiori. #LIBERAILTUOSOGNO, infatti, è l'iniziativa promossa dal Numero Verde Nazionale (800290290) in aiuto alle vittime di tratta e grave sfruttamento per celebrare, il 18 ottobre, la XI 'Giornata Europea contro la tratta di esseri umani' in collaborazione con i progetti antitratta. Fra questi, appunto, anche 'La Puglia non tratta - Insieme per le vittime', un progetto attuato a livello regionale con l'obiettivo di assicurare alle persone vittime di tratta adeguate condizioni di alloggio, vitto, assistenza, protezione ed integrazione socio – lavorativa. Secondo i dati forniti dalla Caritas Italiana sono circa 70-80 mila le donne in Italia vittime di tratta, mentre sono 150mila gli uomini sfruttati dal mondo del lavoro. Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite, invece, sono un milione le sospette vittime di tratta o di grave sfruttamento in Europa. Due fenomeni, purtroppo, ancora molto presenti nei territori pugliesi. Anche per questo, attraverso nuclei di unità mobili, strutture di accoglienza ed operatori qualificati, in tutte le province pugliesi è attivo il progetto che dopo un primo contatto punta ad inserire le vittime in circuiti di accoglienza e di integrazione.


    Il progetto, finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (rif. Programma Unico di emersione, assistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri vittime di tratta e grave sfruttamento ex art. 18 del D.Lgs del 25 luglio 1998, n. 2 86) è promosso dalla Regione Puglia - Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni ed Antimafia Sociale - in collaborazione con sei enti anti tratta del territorio: le cooperative sociali Iris, Comunità Oasi2 San Francesco onlus, Atuttotenda; le associazioni Giraffah! onlus, Micaela onlus. Nel corso dell'incontro è stata anche ricordata la figura di Stefano Fumarulo - dirigente della Sezione sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni e antimafia sociale - scomparso prematuramente lo scorso mese di aprile, tra i promotori del progetto anti-tratta e delle diverse azioni che l'ente regionale ha messo in atto per contrastare il fenomeno del caporalato ed il superamento dei ghetti.


    Emiliano Moccia












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